Route106

I RACCONTI DELLO STRUMMOLO

A Guardavalle: tra calanchi e profumo di vendemmia

Era sabato sera, si ripeteva una scena rituale: decidere dove andare il giorno dopo, quale sarebbe stata la meta del nostro prossimo “giretto”. In genere le idee sono sempre ben chiare quando siamo noi tre: ma questa volta eravamo reduci da due giorni di Riace, incuriosite dal rito della festa dei Santi Cosma e Damiano ( di cui parliamo in un altro “diario di viaggio”): la stanchezza si faceva sentire e ci portava ad optare per mete il più vicino possibile. Considerando che ci trovavamo nella nostra amata base a Guardavalle Marina, il posto più vicino si è rivelato essere Guardavalle Superiore: luogo di cui ognuna di noi aveva già esperienza, ma una visita approfondita nessuna l’aveva mai fatta. Per la serie: non puoi ritenerti soddisfatto della visita di un borgo se non ti perdi nei suoi vicoli!

Quindi dopo un caffè e due passi sulla spiaggia, ci mettiamo in macchina e imbocchiamo la strada che ci porterà al paese di Guardavalle. Dopo pochi tornanti veniamo rapite da un piccolo agglomerato di calanchi: scendiamo immediatamente dalla macchina e cominciamo a camminare per questa distesa desertica, la fotografiamo, la ammiriamo, ci sediamo a guardare il Mar Ionio da quella collinetta. Una sosta non prevista e, proprio per questo, ancora più piacevole: il fatto che qui, in Calabria, il paesaggio possa cambiare repentinamente nel giro di pochi chilometri a volte lo dimentichiamo, e dunque ci stupisce sempre.

Riprendiamo la nostra strada per Guardavalle, ci separano solo pochi tornanti: poco più giù della strada che percorriamo, ci si apre il paesino e i suoi innumerevoli tetti incastonati nel Monte Consolino; appena parcheggiamo la macchina, ci ferma una signora incuriosita dalla nostra visita, desiderosa di darci indicazioni sugli angoli più belli del suo borgo. La signora ha vissuto tanti anni in Piemonte dove ha lavorato, ha messo su famiglia, ha costruito una rete di relazioni e affetti: nonostante tutto, il tuo sogno era stabilirsi di nuovo a Guardavalle, tornando ad abitare la casa che fu prima dei nonni, poi dei genitori; da qualche anno era riuscita nel suo intento e ne era visibilmente felice. Una di quelle donne orgogliose del proprio territorio, ma dotate di uno sguardo obiettivo e disincantato: consapevole di vivere in una terra dalle mille contraddizioni da combattere, ma lontana da quel senso di inferiorità che caratterizza spesso gli abitanti dei luoghi che visitiamo: “Ma chi jati videndu, signorina? Ccà non ‘ndavi nente, sulu petre, casi cadute e ‘llivare!”.  ( “Cosa sei venuta a vedere? Qui non c’è nulla: solo pietre, case diroccate e ulivi!”).

Sì, avere un tesoro naturalistico sotto i propri occhi e non accorgersene, e non sentirsi degni di poterlo avere.

Seguiamo le indicazioni della signora e ci perdiamo nei vicoli del paese: sicuramente molto bello, pieno di palazzi nobiliari e Chiese che ci lasciano a bocca aperta. Da un palazzo col portale in pietra, però, è facilissimo passare ad una serie di case abbandonate, con i vetri delle finestre che stanno penzoloni sui cortili, seguiti poi da una casa dove invece la gente ci vive.

L’odore che accompagna la nostra mattinata a Guardavalle è quello del mosto: siamo in periodo di Vendemmia, e siamo nel paese in cui la cultura dei catoji la fa da padrone: piccole cantine  domestiche dove la gente si raduna per bene del vino e fare due chiacchiere.

Il consiglio che vi diamo è sicuramente, come sempre, di perdervi nei vicoli: dedicare almeno una mezza giornata alla visita di Guardavalle e, infine, andare alla ricerca dei maestosi resti della Basilica di San Carlo; tutt’ora incompiuta, presenta nella facciata questo arco in granito alto circa 15 metri.

Ritorniamo a casa, con un altro borgo da raccontare, promuovere, far visitare. Ritorniamo a casa con un altro borgo a cui far nuovamente visita : ci parlano del borgo e delle cascate di Pietracupa, quindi vi rimandiamo ad un prossimo “diario di viaggio”!

                                                                                                                                          Segui lo Strummolo…