Route106

I RACCONTI DELLO STRUMMOLO

Le arrampicatrici di Stilo

Allora, che fai? Ti aggreghi a noi?

Beh, come rifiutare un invito delle tue amiche che non vedi da oltre due mesi e che per di più ti propongono di accompagnarle nell’esplorazione di un nuovo scorcio per Route106? Certo che accetto, emozionata all’idea di trascorrere una giornata all’insegna della natura e dell’amicizia, senza prestare però molta attenzione alla meta. D’altronde cosa importa? Si dice che “ciò che conta è il viaggio e non la meta”, per cui zainetto alle spalle e via.
Appuntamento nel quartiere di Santa Maria, a Catanzaro dove l’instancabile Carmela, da Cosenza, preleva Mariangela e la sottoscritta (patentate decennali ma allergiche alla guida, della serie chiedeteci tutto ma non di guidare un’auto). Prossimo pit stop Soverato dove ad attenderci ci sarà Patri, la meticolosa presidentessa di Route106. Ah, dimenticavo, al seguito c’è anche il mio fidanzato rompiballe aggregatosi in zona Cesarini. La squadra è al completo e così tra chiacchiere, risate e tarallucci arriviamo a Stilo con un leggero ritardo sulla tabella di marcia. È proprio qui che i ricordi riaffiorano. La prima volta che vidi Stilo fu una decina d’anni fa, in compagnia di mia nonna, in una delle sue tante gite in cui mi coinvolgeva per iniziarmi al viaggio. Ecco che, permeata di una nuova energia, mi affido alla guida delle mie amiche le quali, finalmente, decidono di svuotare il sacco comunicandomi che di lì a poco avremmo letteralmente scalato il Monte Consolino. Obiettivo del giorno: effettuare un sopralluogo lungo il sentiero che conduce al Castello normanno, tempistiche, rischi e pericoli. Le lancette segnano le 12.04 e le nuvole che in mattinata coprivano il cielo lasciano spazio a un sole rovente. Ok, sono pronta. Non riesco a scorgere il profilo del castello, ma sarà dietro l’angolo. Fiduciosa, inizio a camminare sentendo, dopo soli pochi metri, i battiti del mio cuore aumentare velocemente. Sarà l’emozione o sono così fuori allenamento? Tutti mi precedono e io cerco di tenere il passo. Il sole picchia ed è meglio prendere qualche precauzione tra occhiali, cappellini e crema solare. È già trascorsa mezz’ora e il sentiero è sempre più irto, selvaggio e pericoloso. Del Castello nemmeno l’ombra. Le mie paure prendono il sopravvento insieme a scenari apocalittici in cui le mie amiche precipitano nel vuoto, il mio fidanzato si dimena tra serpenti e io rotolo tra i massi. Cerco di mantenere la calma, respirando e ammirando il paesaggio, ma ahimè non è una buona idea, soffro di vertigini e non faccio che peggiorare la situazione. “Ma chi me l’ha fatto fare di seguire ste matte? Ah sì, la giornata all’insegna della natura e dell’amicizia”.
Il profilo del castello inizia a fare capolino. La meta è vicina, ma ormai ho deciso di non proseguire. “Ma che fai? Ormai siamo arrivate, non puoi fermarti adesso! Ti arrendi?” Sì, mi arrendo, non mi interessa vedere quelle quattro mura che ora riesco a scorgere nitidamente.
Resto sola, circondata da un panorama che mozza il fiato. La natura carica di colori, il mare in lontananza, il borgo di Stilo ai piedi e nelle orecchie l’eco dei compagni di viaggio che esultano per aver finalmente raggiunto la meta. La curiosità prende il sopravvento. Ormai è diventata una sfida con me stessa. Concentro tutte le energie, un ultimo sforzo e….anche per me si aprono le porte del Castello. Sono incredula, sia per la sfida appena vinta e sia perché più che quattro mura, dinanzi a me si staglia una dimora ben conservata, un rocca risalente all’ XI secolo costruita per volontà di Ruggero II di Sicilia. Basta camminare tra le mura di questo imponente castello e si è catapultati subito in un’altra epoca, tra re e regine , sfarzi e splendori.
Stanchi e provati ci ricarichiamo ammirando quanto di prezioso si erge dinanzi a noi, pronti a riprendere il cammino. La strada del ritorno si sa, è sempre più breve, quel che non si sa è che le nostre eroine per arrivare in cima al monte hanno sbagliato itinerario. Quello giusto è proprio sotto al naso e non prevede arrampicamenti, scivolate o capriole, ma semplicemente una lunga passeggiata su un sentiero perfettamente tracciato. Arriviamo di nuovo in paese ma prima di lasciare Stilo, tappa obbligatoria è la Cattolica, piccola chiesa bizantina nonché gioiello incastonato nel Monte Consolino. Risalente al X secolo si tratta di un’opera unica nella sua originalità e nel suo meraviglioso equilibrio architettonico.
Soddisfatti e sorpresi nel vedere come Stilo sia soggetta ad opera di restauro e ristrutturazione, in una regione che spesso dimentica il suo patrimonio culturale, andiamo via con tante speranze nel cuore.
I dolori iniziano a farsi sentire, l’emozione è ancora viva nell’anima. Non posso fare a meno di volgere lo sguardo verso l’alto, verso la cima di quel monte scalato tra paure, gioie e perplessità. Incredula e felice ringrazio le mie amiche di Route106 per avermi regalato questa giornata degna di racconto! Alla prossima ragazze!
Ps. La prossima volta non commetterò l’errore di lasciarmi andare al romanticismo senza chiedere la meta

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