Route106

I RACCONTI DELLO STRUMMOLO

Siderno Superiore: il borgo che non ti aspetti

Un giorno ti svegli e decidi che è giunto il momento di scoprire se l’immaginario di un luogo che hai costruito nella tua mente è reale oppure no.

Così, febbre a parte, imbocchiamo la Statale 106, direzione Siderno Superiore.

I fiori gialli cominciano a colorare i campi, nuvole e vento ci accompagnano. Arrivate allo svincolo per Siderno, seguiamo le indicazioni e ci lasciamo condurre dalla strada che, ahimè, per più o meno un chilometro ci costringe e fare lo slalom tra buche e avvallamenti … cosa ci aspetterà?

Un susseguirsi di curve in salita che si affacciano sulla vallata sottostante e poi un susseguirsi di curve in discesa che ci conducono finalmente alla meta:

Benvenuti nel borgo medievale di Motta Sideroni”.

Gli occhi sorridono e l’immaginario negativo che negli anni la mia mente aveva creato si volatilizza; il centro storico di Siderno si rivela essere un gioiellino.

Prima di parcheggiare e addentrarci a piedi nei vicoli del borgo decidiamo di scoprire cosa si nasconde dietro l’angolo. Una meravigliosa chiesa tardo barocca con portale in tufo, dedicata a San Carlo Borromeo, è li ad attenderci. L’azzurro del cielo le fa da tetto alternandosi ai marmi policromi dell’altare maggiore che lotta per resistere alle intemperie.

Pochi metri più avanti scoviamo l’ingresso di quel che resta di un vecchio convento dei Frati Domenicani, e tra la vegetazione scorgiamo ancora qualche scolorito affresco.

Curiose, iniziamo a vagare tra le vie del borgo. Semplice, lineare e curata: è questa la Siderno S. che non ti aspetti. Palazzi nobiliari con imponenti portali ed enormi stemmi di famiglie (Falletti, De Mojà, Englen, Audino, Correale-Santacroce), la Chiesa di San Nicola di Bari, quella del Carmine e quella di Santa Maria dell’Arco, la casa natale con la targa ricordo di uno dei 5 Martiri di Gerace, Michele Bello, tre molteplici incisioni in latino sui muri delle abitazioni e innumerevoli gatti stesi sulle panchine al sole.

Si respira un’aria calma che inizia a profumarsi di primavera e, mentre osserviamo una meridiana per conoscere l’ora, volgiamo lo sguardo al mare.

Ogni borgo è una scoperta, e quella di Siderno S. è stata inaspettatamente coinvolgente ed inattesa, anche se: basta fermarsi a riflettere per capire che un pregiudizio, se pur legato ad un luogo, può tenerti lontano dal bello che si nasconde in ogni dove.