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Borghi

Se dovessimo indicare l’elemento peculiare del territorio calabrese, indicheremmo senza alcun dubbio i borghi, con la valenza culturale conservata tenacemente ancora oggi dalla pietra delle case. Si tratta di un mondo spesso poco esplorato, che conserva tesori artistici, tradizioni culinarie, riti, maestranze e artigianato che sono il simbolo per eccellenza di sviluppo sostenibile del territorio e, di conseguenza, di un percorso virtuoso di turismo.

Questi piccoli agglomerati di case, che spesso sorgono sulla dorsale di una collina o si trovano incastonati tra file di montagne, qui più che altrove hanno vissuto il fenomeno di uno “sdoppiamento” a causa dell’inclemenza di alluvioni e terremoti, costringendo gli abitanti a spostarsi più a valle e a creare un nuovo paese, riconciliandosi con quel mare che, in passato, aveva portato pericoli, incursioni, devastazioni. Avvenimento opposto a quanto avvenne in Calabria nel Medioevo, quando le popolazioni che abitavano lungo le coste furono costrette a rifugiarsi tra boschi e monti per scampare alla malaria e alle scorribande dei pirati turchi.

Non è facile tracciare un vademecum dei borghi calabresi: nella sua contiguità con la natura e le tradizioni, si trova il borgo marinaro, che costituisce sempre una terrazza sul mare sottostante; imperdibili ed unici sono i borghi adagiati sui declivi dell’area arbëreshë ( area di origine albanese della provincia di Cosenza) a Nord e dell’area grecanica ( area ellenofona della provincia di Reggio Calabria, sospesa tra Aspromonte e Basso Jonio, raccolta intorno la vallata dell’Amendolea) a Sud. Troviamo ancora i relitti dei vecchi borghi, oggi noti come paesi fantasma, che si aggiungono alle rovine greche e romane, a dar testimonianza di civiltà e tempi andati.

Ma, oltre ad essere un luogo fisico, il borgo è fatto da chi lo popola; il calore e l’accoglienza della gente è garanzia di tempo prezioso per il turista che decida di scoprire uno spaccato di quotidianità calabrese, saltando qualunque filtro e vivendolo direttamente, in prima persona.