Route106

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i viaggi dello strummolo

Trekking Urbano a Gioiosa Jonica – Domenica 30 Aprile 2017

A pochi chilometri dalla Statale Ionica 106 su una rupe a strapiombo sul fiume Gallizzi sorge Gioiosa Jonica. Un borgo vivo, dove l’arte della pasticceria la fa da padrona, e la tradizione del mercato domenicale ha radici lontanissime. Palazzi nobiliari, Chiese, Porte e un vecchio castello ammirano dell’alto la bellezza nascosta della Villa Romana del Naniglio, fiore all’occhiello di uno dei Borghi più affascinanti della riviera dei Gelsomini.


PROGRAMMA DEL TREKKING

Ore 10:00 – ritrovo dei partecipanti presso Viale delle Rimembranze – Villa Romana del Naniglio.
Inizieremo il trekking con la visita Guidata del parco archeologico, per poi raggiungere la Chiesetta dell’Annunziate e perseguire passeggiando per le vie del paese, attraversando, accompagnati da un cicerone d’eccezione lo storico mercato domenicale. Raccontandovi del Borgo vi accompagneremo alla scoperta delle bellezze di Gioiosa Ionica. Visita della Chiesa dell’Addolorata e della Chiesa di San Rocco patrono della cittadina. Faremo tappa presso Palazzo Amaduri, antico palazzo nobiliare aperto per l’occasione.
Ore 13:00 / 13:30 – pranzo a buffet presso Palazzo Amaduri.
Dopo pranzo il Trekking prosegue addentrandoci nel cuore del borgo antico, per poi raggiungere piazza plebiscito scendendo uno ad uno i gradini che portano al fiume Gallizzi.


COME  ISCRIVERSI

La partecipazione al trekking è riservata agli associati. Coloro che vogliono rinnovare l’iscrizione al nuovo anno associativo possono inviare una mail all’indirizzo info@route106.it  . Coloro che vogliono diventare associati possono farlo inviando i proprio dati: Nome, Cognome, Luogo e Data di nascita, Codice Fiscale all’indirizzo info@route106.it entro e non oltre il 26 aprile 2017.

La partecipazione riservata agli associati è a prenotazione e a numero chiuso: il trekking sarà effettuato con min. 15 max. 35 partecipanti.   La prenotazione va effettuata entro e non oltre il  26 Aprile.

L’iscrizione va inviata a info@route106.it  specificando: Nome, Cognome, Data di nascita, Codice Fiscale e numero di telefono dei partecipanti.

Per maggiori info: http://www.route106.it/contatti/ 

I RACCONTI DELLO STRUMMOLO

” All’ombra delle pupazze in fiore “

Questo articolo racconta la Domenica delle Palme del 2010, nell’estremo Sud della Calabria, nella nostra amata area grecanica. Si tratta di ben 7 anni fa: ma questi spazi temporali sono di poco conto, se parliamo, ancora oggi, di un rito che si rinnova da tempo immemore.

Ultima premessa: il titolo dell’articolo richiama un libro fondamentale per comprendere il rito delle Persefoni a Bova, scritto da Alfonsina Bellio. Neanche a dirlo: ve ne consigliamo fortemente la lettura.

Non serve dirci fesserie sulla viabilità calabrese, costruirci un falso sistema di credenze o farcele propinare dalla classe politica: e noi, che queste strade le percorriamo da più di 10 anni (e quante ancora ce ne mancano!), e che ne abbiamo addirittura scelta una come nome dell’Associazione, ne sappiamo qualcosa.

Quel giorno fu davvero delirante raggiungere Bova da Cosenza, con gran parte della SA-RC chiusa, costrette a percorrere la Ionica da Catanzaro fino alla capitale culturale dell’area grecanica: sveglia alle 4 del mattino, partenza alle 5 dopo un caffè allo svincolo di Cosenza Nord. “E tuttu chissu ppi ‘na processione? Un siti normali”.

Ma ci siamo abituate a queste considerazioni.

Fatto sta che questa processione delle “pupazze” di Bova, la cui nomea ci affascinava già da qualche tempo, stavolta non volevamo proprio perdercela. Toccava esserci a qualunque costo!

Dopo ore di macchina, pioggia e paesaggi incredibili, arriviamo su, su, e ancora su, fino a Bova.

Ci accolgono le insegne bilingui, un panorama sul Mar Ionio ed una piccola folla di gente: noi entriamo in un locale che porta l’insegna “Lestopitta”; sarà il primo di lunga serie di incontri e ritorni con i nostri amici, i gemelli Mesiano, l’odore dello “street food grecanico” e i loro racconti sulla Bovesia.

Quel giorno ci raccontarono, in particolare, la preparazione che sta dietro la “processione delle pupazze” di Bova: giorni prima si assemblano queste strutture antropomorfe femminili, differenziabili per proporzioni in madre e figlia (segno dell’evocazione del mito di Demetra e Persefone), unendo e intrecciando rami d’ulivo, steddhi, nastri colorati, frutta di stagione e fiori.

La processione inizia: queste “pupazze” colorano i vicoli interessati dal rito, vengono portate da adulti e bambini, e benedette durante la Messa finale. Usciti dalla Chiesa, raggiungiamo la piazza principale, dove si svolge il momento conclusivo e centrale del rituale: queste statue vegetali vengono smembrate e distribuite a tutti i presenti.

Il viaggio di ritorno è lungo, almeno quanto l’andata, e ci lascia lo spazio per uno scambio di impressioni su quanto visto e vissuto durante la mattinata: inevitabile non pensare alla centralità e al ruolo del femminile, in Calabria, durante il periodo pasquale, periodo di morte e resurrezione rituale dei campi e del raccolto. Il richiamo al mito di Demetra e Kore è dunque fortissimo, e non solo nel nome; c’è, poi, la vicinanza geografica a Locri, antica sede di culti dedicati a queste due dee.

Ci viene proprio voglia di dirlo a tutti gli amici e conoscenti che, bonariamente, ci dicono: “ma chi ve la fa fare? A fare chilometri, svegliarvi all’alba?”. Vi rispondiamo con un sorriso e una pacca sulla spalla: “Un sapiti chi vi perditi”

I RACCONTI DELLO STRUMMOLO

Bruzzano Zeffirio: la Rocca Armenia

29 Dicembre 2016: in tempi come i nostri, scanditi da allerte meteo e piccoli alibi a quella tendenza umana chiamata pigrizia, una certa dose di incoscienza è un atto rivoluzionario ( parafrasando ironicamente Orwell).
Dall’incipit è chiara la situazione che ci si presentava: rischio precipitazioni e neve. Nonostante tutto, ci mettiamo in marcia sulla nostra SS 106 direzione sud. Il disco scelto è “107 Elementi” di Neffa: per chi mastica un po’ di rap, sa che è la giusta colonna sonora di una giornata dedicata alla scoperta di posti nuovi.
La storia che ci porta fin qui è quella degli Armeni, un popolo che abitò queste zone lasciando tracce nella cultura materiale; tutto questo a ricordarci che la Calabria è stata sempre punto di incontro e accoglienza di diverse popolazioni: un concetto, oggi, che si tende a dimenticare. Arriviamo a Bruzzano Zeffirio, un nome tanto poetico quanto profetico: arrivate alla rocca, meta della nostra escursione, un vento delicato accompagna la visita del luogo. A proposito del nome, dice Vito Teti: “C’è un insieme di paesi (abbastanza significativo) che non prende in considerazione la posizione o la collocazione geografica, o la possibile area di provenienza, ma l’origine storica, leggendaria o mitica, il mito dell’origine, un antico toponimo diffuso nel paese o nelle sue vicinanze. Il riferimento è quasi sempre all’antichità classica. […] Bruzzano diventa, nel 1863, Bruzzano Zeffirio . La delibera consiliare del 1 ottobre 1862, di cui si occupa Mosino, motiva così la scelta: «… Essendo Bruzzano un paese antichissimo la di cui fondazione ebbe origine dalle colonie greche dei Bruzzii ed Enotri e che il suo capo, punto distinto nelle Carte Geografiche (Capo Bruzzano) che gli antichi latini appellavano Zephirium, così io credo che Bruzzano per distintivo si dovesse sopraggiungere la sopra denominazione Zeffirio…».
L’antefatto è da ricercare, invece, in una delle nostre riunioni organizzative. Si programmano le mete successive, il lavoro ed i sopralluoghi che ci aspettano; siamo d’accordo che la storia degli Armeni e di Bruzzano vogliamo assolutamente vederla, viverla, sentirla. Quasi come se il cammino amplificasse le nozioni che abbiamo appreso prima di giungere su questa sommità che domina il Mar Ionio, nella provincia di Reggio Calabria.
La rocca è viva, abitata dall’abbandono e dalla bellezza del paesaggio: visitiamo le mura che si fanno spazio tra i rovi e l’Arco di trionfo dei Carafa ricco di affreschi, il Castello e una grotta che si trova ai suoi piedi scavata nell’arenaria. Ci sediamo nell’anfiteatro fatto costruire dal comune e apriamo uno dei diari di viaggio a noi più cari, quello di Edward Lear; passa da qui il 6 Agosto del 1847, dicendo: “molti incantevoli panorami si aprono attorno a Bruzzano sbirciando il mare tra i pergolati: i promontori con la scintillante Brancaleone a sud, e le colline azzurre verso nord. Dopo aver disegnato, ci siamo fermati, malgrado fosse ancora presto, alla porta di una cantina, dove trovammo il migliore vino calabrese che avessimo mai assaggiato fino ad ora. Bene per noi che l’abbiamo trovato soltanto dopo”.
Ci telefonano da casa, dicendoci che il tempo sta peggiorando notevolmente: abbiamo fatto ugualmente scorta di visioni e ci promettiamo di ritornare in questo luogo meraviglioso.

…Continua a seguire lo Strummolo!

ARCHEOPOLIS

Il MARCH nel “bosco incantato” di Catanzaro

Il MARCH nel “bosco incantato” di Catanzaro

Il centro antico di Catanzaro è la stratificazione della sua storia; le sue origini bizantine e il suo sviluppo urbanistico nell’epoca medievale si riflettono nei suoi stretti vicoli, nelle sue stradine, nei suoi saliscendi.

Gli interventi di pianificazione urbana nel periodo postunitario prima e nel secondo dopoguerra poi, hanno solo in parte trasformato il volto della città. Con il primo piano regolatore dopo l’Unità d’Italia fu creata una piccola oasi di verde: Villa Margherita. Lo scrittore inglese Gissing, durante la sua permanenza a Catanzaro nel 1897,la descrisse così: “Anche il giardino pubblico della città è simile a un bosco incantato sull’orlo di un precipizio che guarda a oriente”.

La Villa, che fu inaugurata nel 1881 alla presenza della Regina Margherita di Savoia e del Re Umberto I, sorge in via Jannoni, a poca distanza dallo storico Palazzo De Nobili, sede del Comune e intriso di storia e di vicende umane della città. Fu costruita a ridosso dell’ex convento trecentesco delle Clarisse, ha una struttura terrazzata e da essa si gode un bellissimo panorama che spazia dai monti della Sila al mar Ionio.

Subito dopo l’ingresso è ospitato il museo MARCH (Museo Archeologico e Numismatico), la più antica istituzione museale calabrese, che fin dalla sua fondazione -nacque nel 1867, ma trovò la sua seconda e definitiva collocazione nel 1879- fu visitato e apprezzato da viaggiatori del Grand Tour come Gissing, Douglas, Lenormant, Provenzal, Destrèè. Il Museo, che fino al 2001 ospitava anche importanti opere pittoriche di varie epoche, appartenenti a chiese e monasteri della città soppressi dopo l’Unità d’Italia e a collezioni private e attualmente conservate presso il museo MARCA di Catanzaro (situato in via A. Turco), raccoglie testimonianze storiche delle civiltà e dei popoli che si sono succeduti nel corso dei secoli nel territorio calabrese e in particolare nella provincia di Catanzaro. Gli oggetti esposti provengono da donazioni di collezionisti privati e da rinvenimenti durante campagne di scavo. L’allestimento museale è stato rinnovato ed arricchito nel 2016.

Percorrendo i corridoi si incontrano attrezzi di lavoro del neolitico, graziosi gioielli e manufatti dell’età dei metalli, ceramiche dell’età greca, reperti provenienti dal territorio di Tiriolo di età bruzia, tra cui un elmo con paranuca particolarmente rifinito, i resti di un imponente gruppo scultoreo bronzeo di età imperiale rinvenuti a Strongoli, due cippi funerari sempre di età romana, vari reperti provenienti dagli scavi di Scolacium. Continuando il percorso si incrociano pregevoli manufatti di epoca medievale, tra cui la lamina aurea bizantina raffigurante l’Adorazione dei Magi, proveniente da Tiriolo e alcuni frammenti ritrovati nell’area della chiesa cassiodorea di San Martino a Stalettì.

È presente una ricchissima collezione numismatica, ordinata in ordine cronologico dall’età della Magna Grecia fino all’età normanno sveva.

Nelle immediate vicinanze, all’interno della Villa, si trova la Biblioteca Comunale “F. De Nobili” che custodisce un importante patrimonio librario legato alla città di Catanzaro.

Dopo questo viaggio all’indietro nel tempo si ritorna alla realtà, con la consapevolezza di trovarsi in un territorio pregno di storia, cultura e testimonianze artistiche che costituiscono le radici dell’oggi e del domani.

Per informazioni e dettagli sul museo: www.catanzarodascoprire.it

#archeopolis

Linda Verre

Ph: 4culture

i viaggi dello strummolo

Escursione Migrante – Trekking Urbano a Caulonia (RC) – 20 Agosto 2016

La Calabria è stata, da sempre, terra di incontro di diverse popolazioni e culture:  il progetto “Escursioni Migranti” nasce dall’interesse verso quei borghi che con il trascorrere del tempo, hanno subito forti processi di spopolamento, e sono rinati attraverso i flussi migratori ed i progetti di accoglienza.

L’idea di progetto nasce  per dare vita ad un’esperienza unica d’intercultura realizzata nelle piazze e nei vicoli, attraverso trekking urbani all’interno dei paesi, accompagnati da guide locali speciali. Cinque ragazzi di diversa nazionalità, attraverso  un percorso di formazione  teorico e pratico, sono stati formati per diventare veri e propri accompagnatori multiculturali che passo dopo passo ci accompagneranno per le piazze, i vicoli dei borghi.

Tale attività svolta dalla nostra associazione rientra nel progetto SPRAR gestito dalla Cooperativa Sociale Pathos, finanziato dal Ministero dell’Interno e Servizio Centrale SPRAR.

Conoscere il passato attraverso le parole dei cittadini stranieri, un’esperienza unica di intercultura, e la possibilità di dare nuova vita ai borghi.

Un progetto di crescita e turismo responsabile, in quella Calabria che, ha bisogno di strumenti nuovi per essere raccontata.

Buon cammino con le Escursioni Migranti!

 

PROGRAMMA DEL TREKKING

h 17.00: ritrovo dei partecipanti nella piazzetta di Via Tommaso Campanella, all’ingresso del centro storico di Caulonia.

Inizieremo il trekking per i vicoli del borgo: grazie alla guida e ai racconti dei ragazzi, scopriremo le meraviglie culturali ed artistiche dell’antica Castelvetere. Dalla Chiesa Matrice all’Abside di San Zaccaria, dai ruderi del castello alla Porta Allaro, l’escursione rappresenterà un punto di vista “altro” su quello che fu feudo dei Carafa, sul luogo del Caracolo, sul paesaggio scandito da fiumare e verdi colline.

h 20.00: cena offerta dalla Cooperativa Pathos

 

COME  ISCRIVERSI

La partecipazione al trekking  è a prenotazione  e a numero chiuso:

il trekking sarà effettuato con  min. 15 partecipanti .

La prenotazione va effettuata entro e non oltre il  1 7 Agosto 2016.

 

La cena buffet conclusiva di fine escursione è offerta dalla Cooperativa Sociale Pathos.

Non chiediamo nessun anticipo, ma gentilmente, di prenotarvi per tempo: e se non potete più partecipare, di comunicare in anticipo la disdetta.

Ci sono strutture che sono a disposizione dei partecipanti, e persone che mettono tempo e risorse a disposizione dell’evento per far sì che sia una bella giornata.

La prenotazione va inviata a  info@route106.it   specificando: Nome, Cognome data di nascita e  numero di telefono  dei  partecipanti .

 

Per maggiori info: http://www.route106.it/contatti/

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TREKKING URBANO A S. CATERINA DELLO IONIO

Situato a quasi 500 mt sul livello del mare, si erge il borgo di S.Caterina dello ionio.
Sopravvissuto a terremoti e incendi, il borgo di S.Caterina conserva ancora palazzi nobiliari e chiese storiche poco conosciute. Un viaggio tra l’abbandono e il mistero che si contrappone alla accoglienza dei suoi abitanti. Ci inoltreremo insieme a voi nel labirinto di vicoletti che la caratterizzano, dove ad ogni scorcio potrete ammirare la macchia mediterranea circostante e l’orizzonte del Mar Ionio.

PROGRAMMA DEL TREKKING

Ore 16.30 – ritrovo dei partecipanti all’ingresso del paese nella piazza antistante il bar “La Veranda”.
Inizieremo il trekking addentrandoci nel labirinto di vicoli del paese, dove anche grazie alla memoria storica degli abitanti del luogo, potrete immaginare la vita che si svolgeva un tempo nel borgo.
Grazie alla collaborazione delle confraternite, alcune chiese saranno aperte per l’occasione.
Aguzzate la vista, poichè non mancheranno scorci mozzafiato, abitazioni in stato di abbandono e la bellissima Villa del Marchese di Francia che vi farà viaggiare con la fantasia sul passato fiorente del paese di S.Caterina dello Ionio.

Ore 18.00: Degustazione di vino in uno dei caratteristici catoi del borgo

Ore 19:30 / 20.00 – Cena a buffet presso: “ La Veranda ”

COME ISCRIVERSI

La partecipazione al trekking è a prenotazione e a numero chiuso.
il trekking sarà effettuato con min 15 / max 30 partecipanti.

Per maggiori info: http://www.route106.it/contatti/